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Semmai ce ne fosse bisogno per convincere gli scettici, ci sono molti studi in corso in prestigiose Università americane ed europee che hanno dimostrato la validità del digiuno e della restrizione calorica in varie aree di patologia che vanno dalle malattie metaboliche a quelle cardiovascolari fino alle malattie neoplastiche. Si tratta di dati preliminari, derivanti da studi sperimentali in modelli animali non ancora pienamente confermati nell’uomo, che tuttavia suscitano grande entusiasmo perché sembrano riaffermare le geniali intuizioni dei padri della digiunoterapia e alimentano le speranze di chi la sostiene e la pratica.
Ecco alcune evidenze :

  • Il digiuno attraverso specifici recettori cellulari (PPAR alfa) stimola il metabolismo energetico delle cellule, favorisce il ricambio dei mitocondri ( le centrali di produzione dell’energia), ottimizza i processi energetici riducendo la produzione di radicali liberi.
  • Il digiuno modula le reazioni di stress riducendo l’impatto negativo degli agenti stressogeni più potenti sull’organismo.
  • Il digiuno attiva tutta una serie di meccanismi di protezione e di riparazione dei danni subiti dalle cellule, in particolare del DNA, restituendo la piena funzionalità cellulare.
  • A livello metabolico il digiuno migliora il metabolismo del glucosio, rimuove le cause che alimentano l’insulinoresistenza, abbassa il colesterolo e i trigliceridi e agisce globalmente contro i fattori di rischio vascolare che causano infarto e ictus.
  • Il digiuno rimuove completamente gli stati infiammatori agendo sinergicamente su vari meccanismi flogistici, in particolare sulla LEPTINA, potente attivatore della cascata infiammatoria di derivazione lipidica.
  • Come dimostrato da ricercatori italiani, il digiuno modula in modo mirabile la proliferazione cellulare attraverso l’induzione del meccanismo dell’autofagia, riduce il rischio di tumori, promuove il rinnovamento di cellule e tessuti e contrasta i fenomeni di invecchiamento.
  • Il digiuno ripristina la piena funzionalità dell’intestino, in particolare la funzione di barriera che impedi/sce l’accesso di sostanze tossiche e allergeni e la flora batterica che sostiene la produzione di vitamine e la motilità del colon.
  • Il digiuno prolungato induce un dimagrimento fisiologico riducendo consistentemente la massa grassa mentre la massa magra viene interessata solo marginalmente.
  • Il digiuno attiva la produzione di fattori trofici per i neuroni quali BDNF e GDNF che migliorano la funzionalità cerebrale e contrastano l’insorgenza delle malattie neurodegenerative come M. di Alzheimer e M. di Parkinson.